Chirurgia protesica anca.

La chirurgia protesica dell’anca permette di intervenire nei casi più avanzati di degenerazione articolare in caso di fallimento dei trattamenti conservativi. L’intervento di protesi totale d’anca consiste nella sostituzione completa dell’articolazione.

Tutte le protesi sono modulari, cioè formate da parti distinte che vengono assemblate al momento per adattarsi meglio all’anatomia del singolo paziente ed evitano, qualora ve ne fosse la necessità, di sostituire tutto l’impianto in un successivo intervento di revisione.

Approfondimento

Nel giovane si pone molta attenzione al posizionamento di protesi di piccole dimensioni, al corretto posizionamento delle componenti per garantire la perfetta riproduzione dell’articolazione originaria e ridurre la rapidità di usura dell’impianto e alla scelta di materiali che permettano una lunga durata. È importante, prima dell’intervento, continuare a svolgere un’attività fisica costante compatibilmente con il dolore. Circa un mese prima dell’intervento vengono eseguiti tutti gli accertamenti preliminari.

Prima dell’intervento viene eseguita e valutata una radiografia per programmare la fase pre-operatoria. La tecnica chirurgica si avvale dell’approccio mini-invasivo riducendo al massimo l’impatto sui muscoli. Fondamentale è la scelta di un corretto impianto. In particolare il vantaggio dimostrato dagli steli femorali corti mininvasivi è rivolto al risparmio del patrimonio osseo. La letteratura riporta oggi ottimi risultati a lungo termine nei pazienti operati con steli corti mininvasivi, sovrapponibili ormai agli steli femorali di vecchia generazione.

La conservazione del collo femorale e del grande trocantere garantiscono dunque un grosso vantaggio al paziente in termini di durata dell’impianto, stabilità, minore incidenza di fratture in caso di cadute successive all’intervento e in termini di rispetto, recupero della biomeccanica articolare e della tensione muscolare. L’intervento è seguito da una breve degenza in ospedale. È necessario effettuare una profilassi anti-tromboembolica per 45 giorni dopo l’intervento. La rimozione dei punti viene solitamente eseguita dopo due settimane.

Al paziente viene indicata la data del primo controllo, in genere a 45 giorni dall’intervento; successivamente dovrà eseguire una radiografia e una visita ortopedica annuale per verificare la funzionalità dell’articolazione e l’integrità della protesi.

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